Mi piace ricordare che già gli etruschi le raccoglievano in grossi orci, le nutrivano con farro bagnato nel vino per insaporirne bene la carne prima di procedere alla spurgatura e poi cucinarle.
Notizie di come le preparassero con esattezza purtroppo non ci sono giunte, ma secondo la migliore tradizione del centro Italia è facile immaginare che le chiocciole venissero mangiate in umido.

Tra le tante varianti vi riportiamo la ricetta di nonna Graziana:
In un grosso e largo tegame, meglio se di coccio, si prepara un generoso battuto di aglio, cipolla rossa vernina, sedano, carota,prezzemolo e si lascia rosolare in olio extravergine di oliva toscano e di frantoio . Si aggiunge poi un po’ di macinato di vitello e si lascia colorire, in seguito si butta in pentola la passata di pomodoro san marzano, si aggiusta di sale e pepe e si lascia cuocere per un po’. Quando il sugo è pronto si sfuma col vino rosso san giovese e si aggiungono le chiocciole, si cuoce il tutto a fuoco lento per circa 3 ore, avendo cura di girarle spesso affinchè il sugo non si è ristretto.

Ricordiamo che le erbe aromatiche come la nipitella o mentuccia, il timo, il rosmarino…e anche il peperoncino, si sposano benissimo con le lumache, quindi liberi di usarne a volontà  per dare un tocco personale alle vostre ricette.

Buon appetito!